Anthozoa




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Antozoi

Timor Coral Reef.jpg
Varietà di coralli nella barriera corallina di Timor


Classificazione scientifica

Dominio

Eukaryota

Regno

Animalia

Sottoregno

Eumetazoa

Ramo

Radiata

Phylum

Cnidaria

Classe

Anthozoa
Ehrenberg, 1831
Sottoclassi


  • Hexacorallia

  • Octocorallia



Gli Antozoi (Anthozoa Ehrenberg, 1831) sono una classe di animali del phylum degli Cnidaria. Consistono di piccoli polipi radunati tipicamente in colonie di molti individui simili. Il gruppo include gli organismi comunemente noti come coralli, costruttori delle barriere coralline tropicali, che producendo carbonato di calcio formano il tipico scheletro calcareo.




Indice






  • 1 Riscaldamento globale


  • 2 Etimologia


  • 3 Descrizione


  • 4 Biologia


    • 4.1 Alimentazione


    • 4.2 Riproduzione


    • 4.3 Longevità




  • 5 Distribuzione e habitat


  • 6 Tassonomia


    • 6.1 Alcune specie




  • 7 Note


  • 8 Bibliografia


  • 9 Voci correlate


  • 10 Altri progetti


  • 11 Collegamenti esterni





Riscaldamento globale |


Il riscaldamento globale colpisce duramente i coralli mettendone a dura prova la sopravvivenza.
Quando la temperatura marina si incrementa i coralli iniziano a sbiancarsi e a morire.



Etimologia |


Il loro nome significa letteralmente "fiori animali" (dal greco "ἄνθος/anthos" fiore, e "ζῷον/zoon" animale) ed i loro rappresentanti più tipici sono gli anemoni di mare (o attinie) e i coralli (tra i quali va ricordato il corallo rosso).



Descrizione |





Corallium rubrum: sono chiaramente visibili i singoli polipi dotati di otto tentacoli.


Il corallo, percepito comunemente come un singolo organismo, in realtà è formato da migliaia d'individui identici geneticamente detti polipi, ognuno grande solo pochi millimetri.


Di forma e di dimensione variabili, sono sparsi nelle acque costiere tropicali in cui formano trottoir (come nel Mar Rosso), atolli (come nelle isole polinesiane) o barriere (come nel caso dell'Australia, con la Grande Barriera Corallina). Queste colonie, generalmente, sono tipiche di acque molto luminose e calde, pur sopportando poco sia le alte temperature che l'inquinamento che porta, infatti, alla loro morte e, quindi, alla loro sedimentazione.


Presentano la cavità gastrovascolare con setti longitudinali radiali alternati a tentacoli.



Biologia |


Si distinguono in:[1]



  • coralli ermatipici, con scheletro carbonatico e che vivono in simbiosi con le zooxanthellae che gli forniscono nutrimento, ed hanno quindi bisogno di luce. Queste simbiosi si fondano sul mutuo scambio di sostanze tra simbionte (alga) ed ospite (antozoo). Le simbiosi in questione sono di estremo e attuale interesse, soprattutto in relazione ai fenomeni di sbiancamento dei coralli, che si ritengono dovuti ad un aumento della temperatura, conseguenza dell'effetto serra;

  • coralli aermatipici o anermatipici, sprovvisti di zooxanthellae, che non hanno dunque bisogno di luce e possono vivere più in profondità e che si nutrono catturando plancton o per osmosi.



Alimentazione |


Gli anemoni attendono che pesci o altri animali marini finiscano tra i loro tentacoli urticanti, per poterli immobilizzare e mangiare. Alcuni animali tuttavia, come il pesce pagliaccio, sono immuni a tali tentacoli e riescono a vivere fra di essi.



Riproduzione |


Il corallo, percepito comunemente come un singolo organismo, in realtà è formato da migliaia d'individui identici geneticamente, ognuno grande solo pochi millimetri. La parte terminale del corallo si sviluppa tramite riproduzione asessuata dei polipi.
In acque ricche di nutrienti, gli anthozoi possono andare incontro a lacerazione pedale (si staccano dal piede un gruppo di cellule). Dalle cellule staccate si sviluppano nuovi individui. Si riproducono anche sessualmente con la deposizione di uova.



Longevità |


Le colonie coralline costituiscono i più vecchi organismi animali vivi al mondo: la loro longevità supera di gran lunga quella delle tartarughe, che vivono oltre 210 anni, o di alcune specie di vongola che possono vivere oltre 405 anni. Secondo gli esperti del NOAA alcune colonie avrebbero anche molte centinaia, e forse migliaia di anni[2].



Distribuzione e habitat |




Distribuzione delle barriere coralline nel mondo.


Nelle fasce tropicali degli oceani i coralli, stanziatisi da millenni, hanno formato delle grandi bio-costruzioni calcaree con i loro scheletri, creando un nuovo ambiente naturale (la barriera corallina) che ha addirittura modificato la geografia dei mari e degli oceani in quelle zone formando scogliere e permettendo lo sviluppo di tipici ambienti di piattaforma carbonatica e atollo. È tuttavia un errore credere che il corallo possa svilupparsi soltanto nei mari caldi, Infatti i mari freddi (quello della Scandinavia, della Gran Bretagna e della penisola iberica) ospitano scogliere coralline e piattaforme carbonatiche.


Il Triangolo dei coralli, tra Oceano Pacifico ed Oceano Indiano, ha la massima biodiversità per ciò che riguarda le barriere coralline; si estende tra il Mediterraneo Australasiatico e la zona di mare a nord e ad est della Nuova Guinea.


Anche se i coralli possono catturare il plancton usando gli cnidoblasti presenti sui loro tentacoli, la maggior parte di questi animali nei mari caldi ottiene il sostentamento tramite le zooxanthellae, delle alghe unicellulari simbiotiche. Di conseguenza la maggior parte dei coralli dipende dalla luce solare e si sviluppa in acqua luminosa e poco profonda. Questi coralli sono quelli tipici dei reef tropicali e subtropicali, come la Grande Barriera Corallina australiana. Altri coralli non sono invece in simbiosi con le zooxanthellae e possono vivere in acque più profonde, come nell'Oceano Atlantico, dove il genere Lophelia vive fino a 3000 metri[3]. Un esempio di questi coralli sono i Darwin Mounds, situati a oltre 1000 metri di profondità in prossimità di Cape Wrath, in Scozia.



Tassonomia |


I coralli appartengono tutti alla classe Anthozoa e sono divisi in due sottoclassi a seconda del numero di tentacoli, della linea di simmetria, del loro esoscheletro, del tipo di nematocisti o dell'analisi genetica[4][5][6]. I coralli con otto tentacoli sono chiamati Octocorallia (o Alcyonaria), quelli con più di otto tentacoli in multipli di sei sono chiamati Hexacorallia (in passato detti anche Zoantharia, denominazione oggi circoscritta ad un ordine).
Le due sottoclassi comprendono i seguenti ordini:[7]




  • Sottoclasse Hexacorallia

    • Ordine Actiniaria

    • Ordine Antipatharia

    • Ordine Ceriantharia

    • Ordine Corallimorpharia

    • Ordine Rugosa †

    • Ordine Scleractinia

    • Ordine Zoantharia




  • Sottoclasse Octocorallia

    • Ordine Alcyonacea

    • Ordine Helioporacea

    • Ordine Pennatulacea




  • incertae sedis

    • Genere Aiptasiodes

    • Ordine Auloporida †

    • Genere Sarcinula





Alcune specie |


Esacoralli


Octocoralli



Note |




  1. ^ Domande di biologia marina, su biologiamarina.eu. URL consultato l'11 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2008).


  2. ^ (EN) Deep-sea Corals and How to Measure Their Age and Growth, su oceanexplorer.noaa.gov. URL consultato l'11 aprile 2008.


  3. ^ Squires, D.F., Deep sea corals collected by the Lamont Geological Observatory. 1. Atlantic corals, in American Museum Novitates, vol. 1965, 1959, pp. 1-42.


  4. ^ (EN) Daly, M., Fautin, D.G., and Cappola, V.A., Systematics of the Hexacorallia (Cnidaria: Anthozoa), in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 139, 2003, pp. 419-437, DOI:10.1046/j.1096-3642.2003.00084.x.


  5. ^ (EN) McFadden, C.S., France, S.C., Sanchez, J.A., Alderslade, P., A molecular phylogenetic analysis of the Octocorallia (Cnidaria: Anthozoa) based on mitochondrial protein-coding sequences, in Molecular Phylogenentics and Evolution, vol. 41, nº 3, 2006, pp. 413-527.


  6. ^ (EN) France, S. C., P. E. Rosel, J. E. Agenbroad, L. S. Mullineaux, T. D. Kocher, DNA sequence variation of mitochondrial large-subunit rRNA provides support for a two subclass organization of the Anthozoa (Cnidaria), in Molecular Marine Biology and Biotechnology, vol. 5, nº 1, 1996, pp. 15-28.


  7. ^ (EN) Anthozoa, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 29 ottobre 2014.



Bibliografia |


  • I coralli del Mediterraneo (PDF), Oceana, 2007 (archiviato dall'url originale il 3 settembre 2013).


Voci correlate |



  • Barriera corallina

  • Carbonato di calcio

  • Isola corallina



Altri progetti |



Altri progetti



  • Wikimedia Commons

  • Wikispecies





  • Collabora a Wikimedia CommonsWikimedia Commons contiene immagini o altri file su Anthozoa


  • Collabora a WikispeciesWikispecies contiene informazioni su Anthozoa



Collegamenti esterni |






  • Anthozoa, su thes.bncf.firenze.sbn.it, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Modifica su Wikidata


  • (EN) Anthozoa, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. Modifica su Wikidata

  • (FR) Corail, biologie, écologie, su mars.reefkeepers.net. URL consultato l'11 aprile 2008.

  • (EN) ITIS Standard Report Page: Anthozoa, in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 29/04/2011.

  • (EN) Catalogue of Life: Anthozoa, su catalogueoflife.org, 2012. URL consultato il 5 dicembre 2012.

  • I Coralli ermatipici, su biologiamarina.eu.


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