Liechtenstein


















































































































































Liechtenstein












Liechtenstein – Bandiera

Liechtenstein - Stemma

(dettagli)

(dettagli)

Für Gott, Fürst und Vaterland
(Per Dio, il Principe e la Patria)



Liechtenstein - Localizzazione

Dati amministrativi
Nome completo
Principato del Liechtenstein
Nome ufficiale
Fürstentum Liechtenstein

Lingue ufficiali

tedesco, walser (co-ufficiale a Triesenberg)
Altre lingue

tedesco alemanno

Capitale

Vaduz  (5.400 ab. / 2015)
Politica

Forma di governo

Monarchia costituzionale

Principe

Giovanni Adamo II
Reggente:
Luigi

Primo ministro

Adrian Hasler
Indipendenza

1806
Ingresso nell'ONU
18 settembre 1990
Superficie

Totale
160 km² (189º)
% delle acque
trascurabile
Popolazione

Totale
37 500[1] ab. (31-12-2015) (188º)

Densità
229 ab./km²
Tasso di crescita
0.82% (2016)[2]

Nome degli abitanti
liechtensteiniani[3]
Geografia

Continente

Europa
Confini

Austria, Svizzera

Fuso orario

UTC +1
Economia

Valuta

franco svizzero

PIL (nominale)
5 113[4] milioni di $ (2010)

PIL pro capite (nominale)
118 040 $

PIL (PPA)
3 200[4] milioni di $ (2009)

PIL pro capite (PPA)
89 400[4] $ (2009)

Fecondità
1,4 (2010)[5]
Varie
Codici ISO 3166

LI, LIE, 438

TLD

.li

Prefisso tel.
+423

Sigla autom.
FL

Inno nazionale

Oben am jungen Rhein

Festa nazionale
15 agosto

Liechtenstein - Mappa

Evoluzione storica
Stato precedente

Germania Confederazione germanica
 

Coordinate: 47°08′42″N 9°33′14″E / 47.145°N 9.553889°E47.145; 9.553889


Il Liechtenstein (pronuncia tedesca: [ˈlɪçtn̩ˌʃtaɪ̯n]), ufficialmente Principato del Liechtenstein (in tedesco Fürstentum Liechtenstein, in alemanno Förschtatum Liachtaschta), è uno Stato dell'Europa centrale. È racchiuso tra la Svizzera (Canton San Gallo a ovest, Cantone dei Grigioni a sud) e l'Austria (Land Vorarlberg, a est); insieme all'Uzbekistan è uno dei due soli paesi al mondo doppiamente senza sbocchi sul mare. La capitale è Vaduz. Nonostante non confini direttamente con la Germania, è sempre stato da essa raggiungibile in maniera diretta, tramite la navigazione internazionale sul fiume Reno.


Il Liechtenstein è un principato, l'attuale principe è Giovanni Adamo II di Liechtenstein, il capo del governo è Adrian Hasler e la lingua ufficiale è il tedesco ed il walser.




Indice






  • 1 Storia


    • 1.1 Storia antica


    • 1.2 Indipendenza e adesione alla Confederazione del Reno e germanica


    • 1.3 Le guerre mondiali


    • 1.4 Dopoguerra e storia contemporanea




  • 2 Geografia


  • 3 Popolazione


    • 3.1 Demografia


    • 3.2 Etnie


    • 3.3 Religione


    • 3.4 Lingue




  • 4 Ordinamento dello stato


    • 4.1 Suddivisioni storiche e amministrative


    • 4.2 Città principali


    • 4.3 Istituzioni


      • 4.3.1 Università


      • 4.3.2 Ordinamento scolastico


      • 4.3.3 Sistema sanitario


      • 4.3.4 Forze armate






  • 5 Politica


    • 5.1 Difesa




  • 6 Economia


  • 7 Cultura


    • 7.1 Arte


      • 7.1.1 Architettura


      • 7.1.2 Pittura e scultura




    • 7.2 Letteratura


      • 7.2.1 Poesia


      • 7.2.2 Romanzo


      • 7.2.3 Teatro


      • 7.2.4 Storia




    • 7.3 Musica




  • 8 Sport


    • 8.1 Sci alpino


    • 8.2 Calcio


    • 8.3 Giochi olimpici


    • 8.4 Altri sport




  • 9 Tradizioni


  • 10 Ricorrenze nazionali


  • 11 Note


  • 12 Voci correlate


  • 13 Altri progetti


  • 14 Collegamenti esterni





Storia |


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Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Liechtenstein.


Storia antica |


Anticamente il territorio del Liechtenstein era parte del Sacro Romano Impero. Per secoli questo territorio, geograficamente lontano dagli interessi strategici dell'Europa, ebbe poco impatto sulla storia del continente. L'attuale dinastia prende il nome dall'omonimo castello di Liechtenstein nella Bassa Austria, di cui la famiglia fu in possesso dal 1140 circa al XIII secolo e dal 1807 in poi. Attraverso i secoli, la famiglia acquisì nuovi territori, soprattutto in Moravia, nella Bassa Austria, in Slesia e in Stiria ed ottenne il titolo principesco ereditario nel 1608. Pur essendo una delle maggiori famiglie di tutti i domini asburgici non aveva però titolo per sedere nella Dieta Imperiale. Solo nel 1699 e nel 1712 la famiglia ottenne due Herrschaft ("Signorie") di modesta importanza ma feudi imperiali diretti: rispettivamente Schellenberg e la contea di Vaduz. Il 23 gennaio 1719 Carlo VI d'Asburgo decretò l'unione tra Vaduz e Schellenberg, ed elevò la locale contea a Fürstentum ("Principato") con il nome di "Liechtenstein" in onore di Antonio Floriano del Liechtenstein. È in questa data che il Liechtenstein entrò ufficialmente a far parte degli Stati del Sacro Romano Impero.



Indipendenza e adesione alla Confederazione del Reno e germanica |


Nel 1806, gran parte del Sacro Romano Impero venne invasa da Napoleone, l'Imperatore Francesco II abdicò e l'Impero venne sciolto. Come risultato, il Liechtenstein cessò di avere obbligazioni e a questo periodo si fa risalire la "sovranità indipendente" dello Stato. Dal 25 luglio 1806, quando venne fondata la Confederazione del Reno, il principe del Liechtenstein ne fu membro, vassallo de facto, come tutti gli altri stati aderenti, dell'imperatore Napoleone Bonaparte, sino alla dissoluzione della Confederazione il 19 ottobre 1813.


Due anni dopo il Liechtenstein aderì alla Confederazione tedesca (20 giugno 1815 – 24 agosto 1866), presieduta dall'imperatore d'Austria. Nel 1818 Giovanni I garantì una costituzione allo Stato. Nel 1836 venne aperta la prima fabbrica dello Stato, con l'avviamento della produzione di ceramiche.


Allo scoppio della guerra austro-prussiana nel 1866 vennero fatte pressioni sul Liechtenstein e quando la pace venne firmata la Prussia accusò il Liechtenstein di essere stato la causa dello scoppio della guerra con l'Austria (il suo status avrebbe conseguito che, alla pari di tutti gli altri principati tedeschi non asburgici, partecipasse alla fondazione della nuova confederazione ovvero divenisse parte integrante della futura Germania, ma in questa ipotesi la sua caratteristica di exclave trovò l'ostacolo dell'Impero Asburgico). Per questo motivo, a partire dal 1868, il principato non fu più vincolato politicamente alla Confederazione germanica, e formalmente non più legato agli Asburgo d'Austria fin dal 1806, scelse di non mantenere un proprio esercito (prima obbligato dalla confederazione ad averlo), e di affidare la sua difesa ad un paese fino allora totalmente esterno alle sue vicissitudini storiche, la Svizzera. In conseguenza di ciò, tali eventi dell'anno 1866 possono essere considerati la definitiva data di indipendenza del principato.



Le guerre mondiali |


Sino al termine della prima guerra mondiale, il Liechtenstein fu sempre socialmente ed economicamente legato all'Impero austriaco prima e a quello austro-ungarico poi. La devastazione economica subita durante il primo conflitto mondiale portò però il piccolo stato a concludere accordi monetari con la confinante Svizzera (che già ne curava la difesa dei confini). Al crollo dell'Impero austro-ungarico, lo stato venne sciolto da ogni residuo obbligo verso l'Austria.


Gli anni seguenti la prima guerra mondiale furono importanti per il Liechtenstein:



  • nel 1921 fu varata la nuova Costituzione;

  • nel 1923 il paese entrò in Unione Doganale con la Svizzera;

  • nel 1924 il paese adottò come propria valuta il Franco svizzero.


Questo periodo fu marcato da due gravi eventi:



  • nel 1927 una terribile inondazione mise a dura prova l'economia del paese;

  • nel 1928 il fallimento della Sparkasse (Cassa di Risparmio) del Liechtenstein azzerò le riserve del locale Ministero del Tesoro.


Il Liechtenstein fu finanziariamente rovinato e pesantemente indebitato con la Svizzera. Subito dopo fu varata una legislazione che permise il segreto sui clienti e sui conti bancari. In Liechtenstein sorsero aziende private che cavalcando il periodo d'incertezza che caratterizzò il periodo del dopoguerra, diedero spazio a una moltitudine di avventurieri finanziari.


Nel corso della seconda guerra mondiale, il Liechtenstein rimase neutrale: è l'epoca del principe Francesco Giuseppe II del Liechtenstein: egli assicurò la neutralità e la inviolabilità del principato di fronte alla Seconda guerra mondiale e oggi la sua figura è celebrata con la festa nazionale del Liechtenstein. I tesori del Principato e quelli della famiglia del principe vennero tratti in salvo a Londra. I principi del Liechtenstein vissero a Vienna sino all'Anschluss del 1938; l'annessione dell'Austria rappresentò un grave pericolo per il principato, dato che la condizione che ne aveva originato l'indipendenza era stata la rivalità tra Germania e Austria; venendo a mancare questa, veniva a mancare un prezioso bilanciamento di interessi esterni. L'espansionismo hitleriano rappresentò quindi un grave rischio, in quanto il Liechtenstein dal 1866 non aveva mai firmato un trattato di pace con la Prussia, e di conseguenza poteva considerarsi ancora in guerra con lo Stato suo erede, ovvero la Germania. Il più recente legame con la Svizzera scongiurò tale prospettiva.



Dopoguerra e storia contemporanea |






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Lo stesso argomento in dettaglio: Contenzioso tra Liechtenstein e Guatemala.

Dopo la seconda guerra mondiale la Cecoslovacchia, predecessore della Repubblica Ceca e della Slovacchia, agendo per sequestrare quelli che considerava possedimenti tedeschi, espropriò la totalità dei territori e dei possedimenti ereditari della dinastia dei Liechtenstein in Boemia, Moravia e Slesia. Queste espropriazioni a cui fu soggetta la famiglia sono ancora oggi discusse presso la Corte internazionale di giustizia, e includevano oltre 1.600 chilometri quadrati (dieci volte la dimensione del Liechtenstein) di terreno agricolo e foreste, oltre a svariati castelli e palazzi. Durante la guerra fredda, ai cittadini del Liechtenstein fu proibito di entrare nella Cecoslovacchia. Il conflitto diplomatico riguardo ai contestati decreti Beneš del dopoguerra ha prodotto la non condivisione delle relazioni internazionali da parte del Liechtenstein con la Repubblica Ceca e la Slovacchia, stabilite tra Liechtenstein e la Repubblica Ceca solo il 13 luglio 2009,[6][7][8] e con la Slovacchia il 9 dicembre 2009.[9]


Al termine del conflitto, per risanare le casse dello Stato, i principi del Liechtenstein furono costretti a vendere alcune delle loro preziose opere d'arte.


Un altro contenzioso si ebbe nel 1955 con il Guatemala a proposito di un tedesco cresciuto in Guatemala e divenuto cittadino del Liechtenstein, che fu arrestato come nemico al suo rientro in Guatemala.


In seguito a oculate iniziative di natura economica fu favorito l'insediamento nel territorio di imprese finanziarie, commerciali e industriali. Le iniziative, favorite da tutela legislativa e da tassazioni favorevoli, ebbero grande successo, con l'insediamento nel principato di molte aziende, soprattutto finanziarie.


Oggi, il principe del Liechtenstein è uno degli uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio stimato in circa 4 miliardi di dollari. Il popolo del principato detiene il più alto reddito pro capite del mondo.



Geografia |






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Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia del Liechtenstein.



Il castello di Vaduz, residenza ufficiale dei principi del Liechtenstein


Il Liechtenstein, quarto Stato più piccolo d'Europa, è situato nella valle del Reno, nelle Alpi, fra la Svizzera e l'Austria. Tutto il confine occidentale del Liechtenstein è formato da questo fiume. La parte orientale del paese è completamente montuosa, il punto più alto è il Grauspitz, con un'altezza di 2.599 m. Nonostante la collocazione alpina, il clima del Liechtenstein è abbastanza mite, grazie ai venti che soffiano da meridione. Durante l'inverno, le montagne offrono una serie di ottime stazioni per gli sport invernali.



Popolazione |


La popolazione residente in Liechtenstein è composta per circa un terzo da stranieri, principalmente svizzeri (4.600), austriaci (2.200), italiani (1.300), tedeschi (1.000), e turchi (600).


La lingua ufficiale è il tedesco, anche se molti parlano il walser, un dialetto alemanno.


Densità: 230 ab. per km²


Numero di abitanti: 37 500 (2015)



Demografia |







Etnie |


Un terzo degli abitanti del Liechtenstein è costituito da stranieri provenienti soprattutto dalla Svizzera e dall'Austria. Un'altra importante componente etnica del principato è composta dai lavoratori italiani, che formano il 3,5% del totale.



Religione |






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Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa cattolica in Liechtenstein.

L'80% circa della popolazione è cattolico, il 7% è protestante, il 2% è ateo e il restante 11% comprende altre religioni.



Lingue |


La lingua ufficiale è il tedesco, nella sua versione svizzera. Non viene ad esempio impiegata la ß (scharfes S).


Come in Svizzera, i residenti comunicano tra di loro usando in stragrande maggioranza il dialetto svizzero tedesco o quello del Vorarlberg. Il secondo idioma più parlato è l'italiano.[10]



Ordinamento dello stato |



Liechtenstein - Gemeinden mit Exklaven.png



Suddivisioni storiche e amministrative |


Il Liechtenstein è diviso in undici comuni (Gemeinden, Gemeinde al singolare), la maggior parte dei quali consiste di un unico centro abitato. I comuni sono i seguenti:




  • Vaduz (comprende tutto il territorio circostante alla capitale);


  • Schaan;


  • Balzers (comprende l'abitato di Mäls);


  • Triesen;


  • Eschen (comprende l'abitato di Nendeln);


  • Mauren (comprende l'abitato di Schaanwald dove c'è la dogana con l'Austria / UE);


  • Triesenberg (comprende gli abitati di Steg e Malbun);


  • Ruggell;


  • Gamprin (comprende anche l'abitato di Bendern);


  • Schellenberg;


  • Planken.



Città principali |


Le città principali, oltre alla capitale Vaduz, sono Nendeln, Balzers, Schaan e Malbun.



Istituzioni |







Università |


Il Principato del Liechtenstein dispone anche di Università: l'Università del Liechtenstein, fondata nel 1961 col nome di Abendtechnikum Vaduz.



Ordinamento scolastico |







Sistema sanitario |







Forze armate |


Il Liechtenstein è privo di forze armate in base all'accordo bilaterale sancito con la Svizzera in rinuncia a un esercito proprio



Politica |


Il Liechtenstein è una monarchia costituzionale, guidata dal principe (in tedesco Fürst). L'attuale principe è Giovanni Adamo II di Liechtenstein, che successe al padre, morto nel 1989. Il Parlamento del Liechtenstein, il Landtag, è composto da 25 rappresentanti, eletti dal popolo. Un gabinetto di cinque persone è responsabile delle questioni politiche quotidiane. Diversamente da molte altre monarchie costituzionali, la Costituzione del Liechtenstein dà forti poteri al principe, il quale ne fa uso. Questo fatto ha sollevato qualche controversia.


Nonostante ciò, con un recente referendum, la grande maggioranza della popolazione ha accordato un ulteriore aumento di poteri al principe (nomina dei giudici, possibilità di veto contro qualunque legge del Parlamento, possibilità in casi particolari di nominare personalmente un governo).


A norma di Costituzione, tuttavia, in qualunque momento il popolo può indire un referendum col quale destituire il Principe, che lascerebbe a un consiglio composto dai parenti maschi del Principe la decisione di nominare un sostituto o trasformare il paese in una Repubblica.[11]


Il Parlamento viene eletto da tutti i cittadini che abbiano compiuto la maggiore età. Il Liechtenstein è stato l'ultimo paese europeo ad ammettere le donne al voto, a seguito di un referendum svoltosi nel 1984.[12]



Difesa |


La difesa dei confini e la tutela dell'indipendenza del Liechtenstein sono assicurate, tramite accordi bilaterali, dalla Svizzera dal 1868 in rinuncia di un esercito proprio, visti gli alti costi, figurando come Paese demilitarizzato.



Economia |


Rispetto alla sua ridotta superficie, il Liechtenstein è il terzo paese più ricco del mondo con PIL pro capite. Il benessere del Principato si fonda principalmente su un sistema bancario che invita l'afflusso di capitali dai rispettivi sistemi fiscali nazionali. Il Liechtenstein è pertanto considerato da alcune nazioni un paradiso fiscale. A seguito della crisi economica europea, il segreto bancario del paese è stato messo in discussione da alcune organizzazioni internazionali come l'OCSE, che ha fatto pressioni per il suo ridimensionamento.


Sviluppate sono anche l'agricoltura, l'allevamento e l'industria tessile, attività trainate soprattutto dai lavoratori italiani e slavi residenti nel Paese. Molto sviluppato è anche il turismo invernale. Sono state create nel Principato alcune realtà produttive industriali anche in virtù delle agevolazioni fiscali. I turisti sono soprattutto attratti dall'ambiente naturale boscoso e di montagna. I boschi sono notevole risorsa per il legname (industria cartaria, ecc.).


A causa del perdurare della crisi economica della zona euro, anche il Principato del Liechtenstein è confrontato con l'esigenza di risparmiare e di tenere monitorata attentamente la situazione finanziaria.


Nel discorso d'apertura della legislatura 2013, il principe ereditario Alois ha invitato il Parlamento a mettere in atto le misure necessarie per equilibrare le finanze nazionali.


Il deficit previsto di 210 milioni di franchi svizzeri è stato definito .mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}dal principe Alois "una situazione inquietante".[senza fonte]


Il Liechtenstein è il paese europeo con maggiore concentrazione di avvocati, con una media nazionale di 6 avvocati ogni 1000 abitanti.[13]



Cultura |



Arte |




Il Kunstmuseum Liechtenstein è il museo d'arte moderna e contemporanea con sede a Vaduz


Il Liechtenstein è caratterizzato da una coesistenza di vive tradizioni locali e intensi scambi internazionali, che costituiscono la base di una vita culturale incredibilmente varia. Concerti, teatro, danza e cabaret, musei, gallerie e atelier costituiscono un'importante attrattiva per chi è interessato alla cultura e all'arte.


Un vero e proprio emblema architettonico è rappresentato dal Museo d'arte del Liechtenstein (Kunstmuseum Liechtenstein) degli architetti svizzeri Morger, Degelo e Kerez, museo inaugurato nell'anno 2000. La facciata è stata realizzata con materiali quali il cemento - colato senza fughe e colorato di nero - il basalto e ciottoli di fiume colorati. Grazie alla particolare lavorazione, le superfici generano un vivace gioco di riflessi. In quanto museo d'arte moderna e contemporanea, esso ospita la collezione nazionale del Liechtenstein ed è noto per le mostre itineranti di livello internazionale.



Architettura |







Pittura e scultura |







Letteratura |


Nel XX secolo si è distinta la figura di Michael Donhauser, poeta, autore di liriche dove viene rispecchiato il paesaggio della sua terra.


Tra i romanzieri del XXI secolo ricordiamo invece Armin Öhri, autore del romanzo La Musa Oscura (Premio letterario dell'Unione europea, nel 2014)



Poesia |







Romanzo |







Teatro |







Storia |


In campo storico si distinse nel XIX secolo l'importante figura dello statista e storico del Liechtenstein Peter Kaiser, autore di una Storia del Principato del Liechtenstein (1846).



Musica |


Il Liechtenstein è rappresentato musicalmente dal noto compositore ed organista Joseph Gabriel Rheinberger. Per quanto riguarda il metal, il Liechtenstein è conosciuto per la band gothic metal Elis.



Sport |



Sci alpino |


Il principale sport del principato è lo sci alpino, nel quale il Liechtenstein ha potuto vantare alcuni buoni atleti: fra questi Paul Frommelt, i fratelli di origine tedesca Andreas e Hanni Wenzel, che ha vinto due medaglie olimpiche nel 1980: Andreas Wenzel, in particolare, si aggiudicò la Coppa del Mondo di sci alpino nel 1979/1980. E ancora ricordiamo Marco Büchel e Tina Weirather. In generale, visto il suo territorio, il paese è rinomato per gli sport invernali.



Calcio |


Sul piano calcistico, il Liechtenstein è membro della UEFA, pur non possedendo un proprio campionato di calcio nazionale: le sette squadre ufficiali del Principato partecipano infatti al campionato svizzero. La nazionale di calcio non ha mai superato le qualificazioni della Coppa del Mondo; la sua gestione è affidata alla Federazione calcistica del Liechtenstein (Liechtensteiner FussballVerband, LFV) che si occupa inoltre di organizzare l'unico torneo calcistico del paese, la Liechtensteiner-Cup, la cui vittoria dà accesso alla UEFA Europa League. La più importante squadra del paese è il Vaduz, che milita in Super League svizzera. Due calciatori del Liechtenstein hanno giocato in Serie A: Mario Frick, ex attaccante di Siena e Hellas Verona, e Marcel Büchel, centrocampista dell'Empoli e dell'Hellas Verona.



Giochi olimpici |


Le uniche medaglie d'oro olimpiche del Liechtenstein sono state vinte da Hanni Wenzel, nello sci alpino ai XIII Giochi olimpici invernali.



Altri sport |



  • Praticata anche la pallavolo con le nazionali maschile e femminile che partecipano al campionato europeo dei piccoli stati.

  • Il Liechtenstein partecipa inoltre ai Giochi dei piccoli stati d'Europa, che si svolgono con cadenza biennale sotto il patrocinio del CIO. Il Principato ne ha ospitato le edizioni del 1999 e del 2011. ottenendo ad oggi 64 medaglie d'oro, 73 medaglie d'argento e 94 medaglie di bronzo.

  • Il Liechtenstein è anche l'unica nazione ad aver partecipato a Giochi senza frontiere per un'unica puntata (a Groninga nel 1976).[14]



Tradizioni |


In primavera nella capitale si festeggia la festa dei fiori.



Ricorrenze nazionali |


















Data
Nome
Significato
2 gennaio
Berchtoldstag
celebra la figura di Berthold V di Zähringen
15 agosto

Festa nazionale del Liechtenstein
celebra l'Assunzione di Maria; compleanno del principe Francesco Giuseppe II del Liechtenstein


Note |




  1. ^ Popolazione del Liechtenstein, su llv.li. URL consultato il 16 settembre 2015.


  2. ^ (EN) Population growth rate, su CIA World Factbook. URL consultato il 13 gennaio 2016.


  3. ^ liechtensteiniano, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 14 marzo 2017.


  4. ^ abc The World Factbook Stime della CIA.


  5. ^ Tasso di fertilità nel 2010, su data.worldbank.org. URL consultato il 12 febbraio 2013.


  6. ^ Liechtenstein and the Czech Republic establish diplomatic relations (PDF), Government Spokesperson's Office, the Principality of Liechtenstein, 13 luglio 2009. URL consultato il 6 agosto 2009 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2011).


  7. ^ (CS) Navázání diplomatických styků České republiky s Knížectvím Lichtenštejnsko, Ministry of Foreign Affairs of the Czech Republic, 13 luglio 2009. URL consultato il 28 ottobre 2011.


  8. ^ MINA Breaking News – Decades later, Liechtenstein and Czechs establish diplomatic ties, Macedoniaonline.eu, 15 luglio 2009. URL consultato il 6 giugno 2010.


  9. ^ Liechtenstein and the Slovak Republic establish diplomatic relations (PDF), Government Spokesperson's Office, the Principality of Liechtenstein, 9 dicembre 2009. URL consultato il 22 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2011).


  10. ^ Le seconde lingue più parlate in tutti i paesi del mondo - Il Post


  11. ^ Sarah Lyall, In Liechtenstein, a Princely Power Grab, in The New York Times, 15 marzo 2003. URL consultato il 7 giugno 2016.


  12. ^ I luoghi della partecipazione. Una ricerca su donne, lavoro e politica: Una... - Francesca Vitali - Google Libri


  13. ^ Distribuzione degli avvocati in Europa - Versari Studio, in Versari Studio, 26 febbraio 2016. URL consultato il 27 dicembre 2016.


  14. ^ Jsfnet Italia - edizione 1976



Voci correlate |



  • Linea di successione al trono del Liechtenstein

  • ISO 3166-2:LI

  • Codici postali del Liechtenstein

  • Banche del Liechtenstein

  • Ferrovie in Liechtenstein

  • Landespolizei (Liechtenstein)

  • Stato senza sbocco al mare



Altri progetti |



Altri progetti



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Collegamenti esterni |




  • Scheda del Liechtenstein dal sito Viaggiare Sicuri - Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI.

  • (ENDE) Sito ufficiale


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