Boudoir
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Illustrazione di un boudoir, in epoca Luigi XVI, di Frederick Litchfield, (1893).
Un boudoir è una stanza privata di una signora, un salotto o uno spogliatoio, di moda nel XVIII secolo. Il termine deriva da verbo francese "bouder", che significa "mettere il broncio"[1].
Storicamente, il boudoir formava parte di una suite privata di una signora, insieme con una sala da bagno e uno spogliatoio, ed era adiacente alla camera da letto. Successivamente divenne l'equivalente del gabinetto, nel senso di studio, per l'uomo. In un periodo successivo venne usato come un salotto privato e per altre attività come il ricamo, il disegno, lo studio della musica o per divertenti incontri intimi.
Nei Caraibi colonizzati dal Regno Unito, il boudoir è uno spazio di fronte alla casa in cui le donne intrattenevano la famiglia e gli amici.
Indice
1 Nella fotografia
2 Note
3 Voci correlate
4 Altri progetti
Nella fotografia |
Il boudoir fotograficamente parlando è uno stile che ritrae principalmente donne in pose romantiche, intime e sexy. Lo scopo autentico del boudoir è quello di riprendere immagini che stimolino desiderio e che non rivelino nulla esplicitamente, che lascino spazio all'immaginazione. Al contrario delle foto di nudo dove invece sono più esplicite e possono sconfinare nell'erotico, nella fotografia boudoir, più si è delicati, meglio è ed è rivolta anche a chi non è modella di professione. Attraverso le pose giuste, si possono ottenere scatti che possono suscitare grandi emozioni negli osservatori.
Note |
^ Boudoir, Vocabolario Treccani online.
Voci correlate |
- La filosofia nel boudoir
Altri progetti |
Altri progetti
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